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Risoluzione Ag. Entrate n. 13/E del 20.01.2009 - trattamento fiscale scambio sul posto (D. Rigoni) PDF Stampa E-mail

Il trattamento fiscale dello scambio sul posto: prime osservazioni della Risoluzione Agenzia delle Entrate 20.01.2009, n. 13/E (di Daniela Rigoni).

 
 
Il servizio di scambio sul posto: nuove disposizioni alla luce della risoluzione 13/E dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 13/E del 20 gennaio 2009 si è pronunciata, offrendo chiarimenti sul trattamento fiscale da applicare al contributo corrisposto dal gestore di rete elettrica al titolare di un impianto fotovoltaico, in virtù del "servizio di scambio sul posto" –SSP-. In base a tale disposizione, il proprietario dell'impianto conferisce l'energia prodotta nella rete del gestore dei servizi elettrici e preleva, anche per un consumo successivo, la quantità necessaria per fini privati.

Il sistema consente al soggetto, titolare di un impianto fotovoltaico, di immagazzinare virtualmente l'energia autoprodotta e di prelevarla quando sarà necessario.

L’autoconsumo energetico era già stato disciplinato dall’articolo 1 lett. n della deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e per il gas 28/2006, in base alla quale l'utente avrebbe potuto immettere in rete l'energia autoprodotta e prelevare quella necessaria al fabbisogno personale, senza sostenere costi, anche in un momento diverso da quello della produzione, maturando un credito, in termini di energia, utilizzabile nei tre anni successivi, nei confronti del gestore di rete per la produzione in eccesso.

Le novità introdotte dall’emanazione della deliberazione 74/2008, che inizieranno a decorrere dal primo gennaio 2009, modificano nella fattispecie in esame le modalità e le condizioni tecnico economiche previste dalla vecchia normativa.
Per effetto della deliberazione, il sistema è regolato da una convenzione, sottoscritta dall'utente e dal gestore, comportante per gli utenti nuovi adempimenti sull’immissione in rete dell'energia autoprodotta e sul prelievo dell'energia richiesta.

Gli utenti, aderenti al servizio di scambio sul posto, devono conferire tutta l'energia autoprodotta nel sistema elettrico e, al contempo, acquistare, presso il fornitore, territorialmente competente, l'energia necessaria a coprire i propri fabbisogni, sulla base che non vi è coincidenza tra il momento in cui l'energia è prodotta e quello in cui viene consumata.

In nuce, l'energia prodotta dal titolare dell'impianto fotovoltaico viene conferita nel sistema del gestore dei servizi elettrici che riceve e vende l'energia sul mercato e corrisponde all'utente un contributo in conto scambio per rimborsarlo del costo sostenuto per l'acquisto dell'energia che in realtà, essendo autoprodotta, non avrebbe dovuto sostenere.

Se, uno latere, la ratio, la riattribuzione del bene energia autoprodotto, alla base del servizio di scambio sul posto, rimane invariata, dall’altro, muta la forma. Infatti, se in passato l'utente prelevava dalla rete l'energia necessaria senza sostenere alcun costo, dal primo gennaio 2009, alla luce della nuova delibera, l'utente, il quale decida di preferire il servizio di scambio sul posto, pagherà l'energia prelevata presso il fornitore esterno, ma verrà rimborsato dal gestore del costo sostenuto per un importo quantificato periodicamente, in misura pari al minore tra il controvalore dell'energia conferita e il valore di quella prelevata presso il fornitore territorialmente competente al netto dell'IVA pagata, maturando un credito in termini monetari e non più di energia.

Nel caso in cui il valore dell'energia elettrica immessa sia superiore a quello dell'energia elettrica prelevata, è espressamente "ritenuto opportuno" che tale maggior valore " venga riportato a credito negli anni solari successivi” in conformità all'art. 6 del citato decreto legislativo n. 387/2003.

Alteris terminis, si configura un contratto di vendita in base al quale l'energia prodotta viene conferita dall’utente al gestore che si obbliga a corrispondere al primo un importo, il contributo in conto scambio, con natura di corrispettivo.

Se il titolare di un impianto fotovoltaico vorrà vendere l'energia inutilizzata al distributore, dovrà porre in essere un'attività commerciale, se, invece, decidesse renderla disponibile attraverso il servizio di scambio sul posto, egli dovrà utilizzare l'energia per le necessità personali di fabbisogno energetico. La scelta tra vendita e SSP dipende dalle finalità che l'utente intende perseguire.

La questione che deve essere analizzata nella fattispecie è quale sia il trattamento fiscale da adottare con riferimento all'erogazione del contributo in conto scambio rispetto alle singole tipologie di utenti percettori, persona fisica o ente non commerciale, imprenditore o soggetto passivo Ires, lavoratore autonomo.

a. Quando l’utente sia una persona fisica, o un ente non commerciale, la distinzione deve essere posta sulle dimensioni degli impianti, se a diretto servizio dell'abitazione oppure no. Nei primi, solo se non si superano i venti kW di potenza, il contributo non assume rilevanza fiscale. Si ritiene, infatti, che l'immissione di energia in rete, per effetto del servizio di scambio sul posto, non ponga in essere lo svolgimento di una attività commerciale abituale e che il relativo contributo in conto scambio erogato non assuma rilevanza fiscale.
Nel caso contrario, potenza superiore ai venti kW, il contributo rileverà ai fini del pagamento Iva e delle imposte dirette, poiché la quantità di energia immessa in rete dovrà soddisfare, in via presuntiva, esigenze diverse da quelle strettamente necessarie al singolo. Sarà quindi considerata cessione nell'ambito di un'attività commerciale e l'utente dovrà emettere regolare fattura nei confronti del gestore acquirente.

Per gli impianti diversi, non posti al servizio dell'abitazione o della sede dell'utente, ad esempio, perché situato su un'area separata dall'abitazione e non di pertinenza della stessa, l'energia immessa dovrà essere considerata come bene ceduto nell’ambito di un’attività commerciale e soggetta sia all'Iva sia alle imposte dirette, con il conseguente obbligo di dover emettere fattura per il corrispettivo di cessione.

b. Se l’utente sia un imprenditore o soggetto passivo Ires, il contributo rappresenta un corrispettivo rilevante per l'Iva e le imposte dirette: l'utente dovrà emettere fattura.

c. Infine, se il lavoratore sia autonomo, ai sensi dell'articolo 36 secondo comma del DPR 26 ottobre 1972 n. 633, trattandosi di un'attività diversa da quella professionalmente esercitata, il titolare dell'impianto fotovoltaico dovrà tenere per la produzione e cessione di energia una contabilità separata e fatturare l'importo percepito.

Gli utenti percettori del contributo in conto scambio vengono a configurarsi, in linea generale, come produttori e venditori di energia e dovranno adempiere alle relative obbligazioni fiscali, previste nella Circolare n. 46 del 19 luglio 2007, punto 9.2.1.

Normativa di riferimento

DPR 26 ottobre 1972 n. 633
DPR 600/73
TUIR 22 dicembre 1986 n. 917
Legge 27 luglio 2000 n. 212
Decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387
Deliberazione dell'Autorita'per l'Energia Elettrica e il Gas n.28/06
Circolare n. 46 19 luglio 2007
Risoluzione Agenzia delle Entrate 20 gennaio 2009 n. 13
 

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